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Il
fluido trattato con i debatterizzatori è esposto
alla luce emessa da particolari lampade germicida ai
vapori di mercurio a bassa pressione. La luce emessa
da queste lampade è concentrata, ed è in grado di
neutralizzare la carica batterica presente nel
liquido da trattare. La luce UV-C emessa da queste
lampade penetra la parete cellulare dei
microrganismi impedendone la riproduzione. La
disinfezione del liquido con i raggi UV-C presenta i
seguenti vantaggi: si esegue senza alcuna aggiunta
di prodotti chimici; non altera le caratteristiche
fisico-chimiche organolettiche del liquido; non
reagisce con il liquido e non produce composti
derivati; non necessita di stoccaggi in quanto si
effettua direttamente in linea; non c’è rischio di
sovradosaggio; non conferisce all’acqua capacità
corrosive o incrostanti; non necessita di
manutenzione, salvo la sostituzione periodica
(annuale) delle lampade; abbinata a un sistema di
clorazione, consente una riduzione drastica del
dosaggio necessario solo come copertura di
post-trattamento; i costi di esercizio e di
installazione sono in generale estremamente bassi. |
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Campi d’impiego
I principali settori di utilizzo della tecnologia UV-C
sono: acquedotti; potabilizzazione residenziale;
industria alimentare ed imbottigliamento; industria
chimica e farmaceutica; industria cosmetica; ospedali e
laboratori di analisi; industria elettronica;
acquacoltura; disinfezione acque di scarico.
Caratteristiche tecniche
Tutti gli apparecchi standard sono costituiti da una
camera di debatterizzazione cilindrica in acciaio inox
AISI 304L (a richiesta AISI 316L). All’interno della
camera di debatterizzazione, le lampade sono immerse nel
liquido da trattare e sono separate idraulicamente da
esso, a mezzo di apposite guaine di quarzo purissimo,
trasparenti per oltre il 98% ai raggi UV-C. La vita
media delle lampade è 8500 ore di funzionamento. |