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Impianto termodinamico – Acqua calda sanitaria

Impianto termodinamico – Acqua calda sanitaria

L’impianto termodinamico per la produzione di acqua calda sanitaria, è un’apparecchiatura basata sul principio di refrigerazione per compressione – principio di Carnot – che rientra pertanto nella categoria dei cosiddetti Sistemi Solari Termodinamici costituiti da un Pannello Solare e una Pompa di Calore.

Descrizione 

Il pannello solare, che è il principale componente, collocato all’esterno, assicura la captazione di energia su:

  • Radiazione solare diretta e diffusa;
  • Aria esterna per convezione naturale;
  • L’effetto del vento (quasi sempre esistente)
  • Acqua piovana

La differenza di temperatura provocata dagli agenti esterni fa si che il fluido frigorigeno ecologico evapori all’interno del pannello solare.

L’assenza di vetro nel pannello permette di aumentare gli scambi termici per convezione.

Dopo il passaggio attraverso il pannello, il fluido frigorigeno viene aspirato dal componente meccanico del sistema, il compressore, il quale ne eleva la temperatura e la pressione; il calore viene poi trasmesso al circuito dell’acqua attraverso uno scambiatore di calore.

Prima che il fluido frigorigeno ritorni al pannello solare è necessario che vi sia una strozzatura, vale a dire che la pressione si riduca perché il fluido possa tornare nuovamente al suo stato liquido, completando cosi il ciclo.

Specifiche tecniche impianto : Capacità 250 l, Potenza termica max 2.900 W, Consumo medio 390 W, Temperatura standard 52°C, Temperatura max 70°C, Pannelli n°1, Resistenza elettrica di riserva 1.500 W, Alimentazione 230 V 50 Hz.

La massima pressione di esercizio è di 6 bar, l’impianto dispone di valvola riduttrice di pressione e valvola di sicurezza.

E’ presente un vaso di espansione per compensare l’aumento di volume dell’acqua calda.

Un anodo di magnesio evita fenomeni di corrosione nel termo accumulatore.

Il pannello di controllo è costituito da sei pulsanti di comando e un display digitale che permettono di verificare il funzionamento dell’apparecchiatura e di consultare e modificare i parametri.

Il termo accumulatore ha l’isolamento in poliuretano. 

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Impianto Trattamento Reflui Domestici

L’impianto di trattamento reflui domestici è costituito da una serie di trattamenti, volti alla rimozione degli inquinanti presenti nelle acque di scarico di origine domestica.

L’impianto dimensionato per 6 Abitanti Equivalenti è composto da:
– degrassatore statico per la separazione di schiume, grassi ed oli vegetali;
– fossa biologica IMHOFF in polietilene monoblocco con struttura nervata a calotta rinforzata in acciaio INOX per la sedimentazione primaria e digestione del refluo;
– pozzetto di prelievo campioni in cemento armato vibrato;
– pozzetto di cacciata in polietilene lineare monoblocco utilizzabile dopo vasche di pre-trattamento dei reflui;
– rete drenante di subirrigazione.

 

Descrizione

Il degrassatore è una vasca di calma in cui si dà modo alle schiume ed ai grassi di flottare secondo meccanismi fisici di  separazione liquido-liquido (schiume) o solidoliquido (grassi se le temperature non sono troppo elevate). L’abbattimento dei grassi risulta necessario poiché possono indurre gravi inconvenienti in tutte le fasi del trattamento. A seconda del tipo di dispositivo, di esigenze depurative e di dimensione d’impianto la flottazione può essere naturale (nei degrassatori a gravità) oppure ottenuta per insufflazione d’aria (nei degrassatori aerati).

La fossa biologica IMHOFF è una vasca per la depurazione delle acque reflue.
Esso è distinto in due comparti: uno superiore di sedimentazione, uno inferiore di accumulo e di digestione anaerobica dei fanghi sedimentati. La fossa biologica va utilizzata esclusivamente come pre-trattamento delle acque provenienti dai WC. Qualora si adducessero alla stessa anche acque grigie provenienti da cucine e lavatrici si potrebbero verificare degli intasamenti.

Il pozzetto di prelievo è un prefabbricato in cemento armato vibrato diaframmato a sezione quadrata.
Esso consente di effettuare eventuali prelievi per le analisi degli scarichi.

Il pozzetto di cacciata viene impiegato per fornire ai reflui una maggiore velocità. Tramite il loro accumulo e successivo rilascio, favorisce l’omogenea distribuzione nel sistema disperdente e mantiene più pulite le tubazioni.

 

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Depuratore Scarichi Industriali da Autolavaggio

Descrizione

Depuratore scarichi industriali da autolavaggio in polietilene da esterno di tipo biologico. L’impianto, montato su SKID, si compone dunque di tre vasche a forma quadrata verticale; segue poi la vasca di rilancio ai filtri completa di elettropompa sommergibile. Dissabbiatore, deoliatore a coalescenza, filtro percolatore aerobico ed infine sedimentazione secondaria. I filtri sono di tipo autopulente in rete di acciaio INOX, a cartuccia in fiocco di polipropilene, colone a sabbia di quarzo ed a carboni attivi.

 

Dissabbiatore

Vasca adatta alla sedimentazione dei corpi grossolani, sulla parte superiore della vasca v’è anche un tappo con chiusura a baionetta di diametro 400 mm per le operazioni di pulizia e ispezione effluente finale.

 

Deoliatore

Questa vasca presenta all’interno una cartuccia estraibile con filtro a coalescenza per l’aggregazione e la separazione delle particelle di liquido leggero. Sulla parte superiore della vasca v’è un tappo con chiusura a baionetta di diametro 600 mm per operazione di pulizia e ispezione dell’effluente. Il deoliatore è realizzato secondo la Norma UNI EN 858-1/2; dispone inoltre della certificazione DOP.

 

Filtro percolatore

All’interno riempito di elementi (corpi di riempimento con superficie specifica pari a 120 mq/mc) per la formazione di flora batterica e dotato di diffusori di aria a bolle fini alimentati da compressore a membrana; sulla parte superiore della vasca v’è anche un tappo con chiusura a baionetta di diametro 400 mm per le operazioni di pulizia e ispezione effluente finale. Il filtro percolatore è dimensionato secondo la Norma UNI EN 12566-3.

 

Sedimentazione

All’interno della vasca viene posizionata la fase di sedimentazione finale dei fiocchi di fango formatisi nel percolatore realizzata con apposito cono in PE forato.

 

Funzione e utilizzo

L’impianto viene utilizzato per la depurazione delle acque reflue industriali provenienti da autolavaggio manuale, escluse le acque meteoriche. Questo impianto è costituito da una fase di pretrattamento, in cui avviene la separazione, per gravità di solidi e oli (dissabbiatore e deoliatore); da una fase di trattamento biologico mediante biofiltrazione aerata (percolatore aerobico uscita alta) e da una fase di sedimentazione. Il trattamento terziario con quattro filtri in serie permette il riutilizzo delle acque depurate.

 

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Impianto di Accumulo Prima Pioggia

Descrizione impianto

L’impianto di accumulo prima pioggia si pone a completamento di un impianto di trattamento in continuo già esistente in sito, ma sprovvisto di apposita vasca di raccolta per le acque di prima pioggia. Il manufatto ha una capacità utile di accumulo di 165 mc ed è costruito con una speciale malta impermeabile, resistente ai liquidi leggeri (idrocarburi) a protezione dagli agenti chimici, che potrebbero aggredire il calcestruzzo. La stessa garantisce anche una perfetta tenuta idraulica.

 

Sezione di accumulo

L’impianto di accumulo prima pioggia è costituito da sei cisterne monolitiche prefabbricate. Le vasche sono eseguite in C.A.V. con classe di resistenza C35/45 ed armature B450C, verificate per carichi stradali I categoria ed azioni sismiche ai sensi del DM 14/1/2008.

La struttura è completa di innesti in PVC e solette di copertura prefabbricate in C.A.V., di spessore non inferiore a 20 cm, carrabili, verificate per carichi stradali di I categoria ed azioni sismiche ai sensi del DM 14/1/2008.

Sulle solette di copertura delle vasche sono  disposti chiusini in ghisa carrabili con passi d’uomo da 600 x 600 mm, al fine di garantire le previste operazioni di ispezione e manutenzione delle vasche.

 

Prolunghe e connessioni

Sono comprese la fornitura e posa in opera di prolunghe necessarie al raggiungimento della quota del piano campagna. Anche le prolunghe, fornite e poste in opera, sono  carrabili ed hanno proprietà strutturali analoghe a quelle delle cisterne e delle solette.

Il fondo delle cisterne assolve funzione portante di fondazione (verificata ai sensi delle norme tecniche vigenti), su piano di posa predisposto in calcestruzzo armato.

Tutti i manufatti dovranno sono dotati di forometrie idonee a consentire l’innesto delle tubazioni in ingresso dalla captazione e delle tubazioni di bypass (comprese nella fornitura), dal pozzetto scolmatore esistente alle vasche di accumulo prima pioggia.

 

Componentistica

La stessa è inoltre essere dotata di:

  • valvola a galleggiante che ne consente la chiusura a riempimento avvenuto;
  • elettropompa sommergibile per il rilancio delle acque accumulate nel disoleatore, entro le 48 ore successive al termine dell’evento meteorico;
  • quadro elettrico temporizzato con le relative opere elettriche accessorie;
  • regolatori di livello a galleggianti minimo e massimo;
  • regolatore di portata con valvola a saracinesca in polietilene;
  • le tubazioni di vario diametro, di innesto alla vasca esistente;
  • allacciamento del Q.E. temporizzato alle linee elettriche esistenti.

 

Note

Tali interventi di implementazione dell’impianto esistente sono stati eseguiti a perfetta regola dell’arte, nel rispetto della normativa in materia di inquinamento ambientale, quindi a perfetta tenuta idraulica. Abbiamo curato sia la fase produttiva, che i noli dei mezzi necessari al trasporto dei manufatti ed al loro scarico ed installazione nel sito.

 

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Impianto di Trattamento Prima Pioggia

Descrizione impianto

L’impianto si pone a completamento di un impianto di trattamento in continuo già esistente in sito, ma sprovvisto di apposita vasca di raccolta per le acque di prima pioggia. Il manufatto ha una capacità utile di accumulo di 130 mc ed è costruito con una speciale malta impermeabile, resistente ai liquidi leggeri (idrocarburi) a protezione dagli agenti chimici, che potrebbero aggredire il calcestruzzo. La stessa garantisce anche una perfetta tenuta idraulica.

 

Sezione di accumulo

Le cinque cisterne di accumulo monolitiche prefabbricate, sono eseguite in C.A.V. con classe di resistenza C35/45 ed armature B450C, verificate per carichi stradali I categoria ed azioni sismiche ai sensi del DM 14/1/2008.

La struttura è completa di innesti in PVC e solette di copertura prefabbricate in C.A.V., di spessore non inferiore a 20 cm, carrabili, verificate per carichi stradali di I categoria ed azioni sismiche ai sensi del DM 14/1/2008.

Sulle solette di copertura delle vasche sono  disposti chiusini in ghisa carrabili con passi d’uomo da 600 x 600 mm, al fine di garantire le previste operazioni di ispezione e manutenzione delle vasche.

 

Prolunghe e connessioni

Sono comprese la fornitura e posa in opera di prolunghe necessarie al raggiungimento della quota del piano campagna. Anche le prolunghe, fornite e poste in opera, sono  carrabili ed hanno proprietà strutturali analoghe a quelle delle cisterne e delle solette.

Il fondo delle cisterne assolve funzione portante di fondazione (verificata ai sensi delle norme tecniche vigenti), su piano di posa predisposto in calcestruzzo armato.

Tutti i manufatti dovranno sono dotati di forometrie idonee a consentire l’innesto delle tubazioni in ingresso dalla captazione e delle tubazioni di bypass (comprese nella fornitura), dal pozzetto scolmatore esistente alle vasche di accumulo prima pioggia.

 

Componentistica

La stessa è inoltre costituita da:

  • valvola a galleggiante che ne consente la chiusura a riempimento avvenuto;
  • elettropompa sommergibile per il rilancio delle acque accumulate nel disoleatore, entro le 48 ore successive al termine dell’evento meteorico;
  • quadro elettrico temporizzato con le relative opere elettriche accessorie;
  • regolatori di livello a galleggianti minimo e massimo;
  • regolatore di portata con valvola a saracinesca in polietilene;
  • le tubazioni di vario diametro, di innesto alla vasca esistente;
  • allacciamento del Q.E. temporizzato alle linee elettriche esistenti.

 

Note

Tali interventi di implementazione dell’impianto esistente sono stati eseguiti a perfetta regola dell’arte, nel rispetto della normativa in materia di inquinamento ambientale, quindi a perfetta tenuta idraulica. Abbiamo curato sia la fase produttiva, che i noli dei mezzi necessari al trasporto dei manufatti ed al loro scarico ed installazione nel sito.

 

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Impianto di Raccolta Acque Meteoriche

L’Impianto di Raccolta Acque Meteoriche di Dilavamento è costituito da un canale che drena le acque meteoriche; queste ultime dilavano due piazzali ad uso industriale; il canale è composto da elementi prefabbricati in calcestruzzo armato ad elevata resistenza.

Le acque piovane si raccolgono infatti nel punto in cui il canale è collocato, in base alle pendenze esistenti delle superfici scolanti impermeabili. Le stesse attraversano la griglia in ghisa sferoidale carrabile di Classe D400 posta sopra il canale di raccolta; così facendo si liberano dai materiali grossolani presenti e confluiscono tramite una condotta interrata nella successiva vasca di decantazione.

L’impianto di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento è collegato ad un sistema di trattamento e recupero a fini irrigui. In particolare il canale di raccolta scarica le acque nella vasca di decantazione e poi in quella di accumulo (vasca di recupero), attraverso una condotta interrata e sigillata in PVC rigido per fognatura.

Le acque confluite nel canale per caduta recapitano poi in una vasca interrata. La vasca di decantazione ha una capacità di 30 m3. E’ inoltre dotata di un troppo pieno, che scarica le acque in una seconda vasca di accumulo, destinata al loro recupero ad uso irriguo.

 

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